Gesù è la speranza del mondo

Iniziamo l’anno 2018 e vogliamo continuare il nostro cammino di conoscere ed amare Gesù. Lasciandoci guidare dal Cardinal Comastri accogliamo la testimonianza di Giovanni Papini. Scrive il Cardinale: “Nel 1921 viene pubblicato un libro che fa molto scalpore e suscita una vasta emozione non tanto per il titolo “Storia di Cristo”, quanto per l’autore: Giovanni Papini che fino a pochi anni prima si era sempre dichiarato ateo, ferocemente ateo. Il papà era un ex-garibaldino, massone dichiarato, anticattolico feroce, il quale esige che il figlio cresca secondo le sue indicazioni. La mamma riesce di nascosto a farlo battezzare. Giovanni cresce seguendo i principi del padre sganciandosi da Dio, anzi contrario a lui. Nel 1911 viene pubblicato un libri dal titolo: “Le memorie di Dio” nel quale si proclama l’ateismo. Papini metteva in bocca a Dio stesso queste parole: “Uomini: diventate atei tutti, fatevi atei subito! Dio stesso, il vostro Dio, Iddio vostro figlio, ve ne prega con tutta l’anima sua!”. E’ la rappresentazione di un Dio che si augura la cancellazione della fede e quindi la propria fine, pentito com’è di aver creato tanto male nel mondo. Dio esiste solo perché gli uomini credono in Lui, afferma lo scrittore, e alla morte dell’ultimo credente anch’Egli scomparirà. Arriva anche a scrivere un articolo dal titolo “Cristo peccatore” dove Papini insulta il Salvatore con termini volgari e irripetibili. L’arcivescovo di Firenze proibisce ai fedeli la lettura. In quell’occasione un convertito, Tommaso Gallarati Scotti, che aveva giudicato il libro “un vomito di bestemmie nei confronti di Cristo, gli scrive una severa lettera di rimprovero, che però termina con una singolare profezia: “Lascia che io confidi per te in Colui a cui hai gettato il fango e nel quale io credo con tutto l’ardore dalla mia fede rinata. Perché non te ne puoi liberare. L’ombra della Sua croce si stende anche sopra di te, il Suo occhio non ti abbandona. Egli rimane il silenzioso giudice della tua vita. Tu non puoi fuggirlo. Egli attende la tua anima al varco per abbracciarti”. Gli scrive anche Domenico Giuliotti, il quale era convinto che le bestemmie di Papini nascondessero passione, nostalgia e forse… anche amore. Fu Giuliotti a dire apertamente che quel “fetido, ignorantissimo e stupidissimo porcume” non era il vero Papini. Scrive poco dopo un’opera intitolata “Un uomo finito”, in cui si leggono come in controluce i segni di un’anima alla ricerca della verità. Le sue parole sembrano paradossali: “Tutto è finito, tutto è perduto, tutto è chiuso. Non c’è più nulla da fare. Consolarsi? Neppure. Piangere? Ma per piangere ci vuole ancora energia, ci vuole un po’ di speranza! Io non sono più nulla, non conto più, non voglio niente: non mi muovo. Sono una cosa e non un uomo. Toccatemi: sono freddo come una pietra, freddo come un sepolcro. Qui è sotterrato un uomo che non è riuscito a prendere il posto di Dio”. E nella stessa opera prosegue: “Io non chiedo né pane né gloria, né compassione. Ma chiedo e domando, umilmente, in ginocchio, con tutta la forza e la passione dell’anima, un po’ di certezza: una sola, una piccola fede sicura, un atomo di verità. Ho bisogno di un po’ di certezza, ho bisogno di qualcosa di vero. Non posso farne a meno; non so più vivere senza. Non chiedo altro, non chiedo nulla di più”. Mi fermo qui vedremo poi il suo cammino di conversione. Anch’io  desidero confidare per voi in Colui che tante volte viene dimenticato e la mia preghiera sarà per chiedere al Signore di aiutarvi a stravolgere la vostra vita davanti a questo Dio Bambino che viene ogni giorno per indicarci la via dell’amore di Dio Padre e a chiederci una piccola fessura nel nostro cuore per irradiare tutta la bellezza della misericordia del Padre. Seguiamo la strada di Papini e permettiamo a Gesù di metterci in crisi dal suo amore.

Buon Anno e pace e bene!

Don PierLuigi