Natale: un amore che risana

In questa settimana non c’è altro che fermarci a riempire il nostro cuore di stupore e di gioia: Dio si è fatto bambino per amore. Natale è: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Ma oggi siamo ancora capaci di accogliere questo Dio in noi e lasciarci stupire di questo Bambino che ci rivela l’amore del Padre nonostante la nostra indifferenza che è rappresentata dagli abitanti di Betlemme che non hanno accolto questo evento d’amore. Vivere il Natale è accogliere e ringraziare Gesù che desidera nascere nel nostro cuore. Nel Vangelo leggiamo: “A quanti l’hanno accolto, ha dato il potere di diventare figli di Dio”. Vivere il Natale è diventare dei veri figli di Dio, quindi fare in modo che ogni nostro gesto sia un imitare l’amore di Gesù. Dio attraverso la nascita di Gesù a Betlemme, desidera entrare nella nostra storia di vita per illuminarla del suo amore. Ecco che in Gesù noi troviamo la certezza che Dio è un amore che risana. Per meglio comprendere questo gesto di Dio che si umilia per amore, dobbiamo portarci ai piedi della croce. Attraverso le parole del Cardinal Comastri, in questo Natale ci lasciamo provocare da questa proposta. “Gesù è stato condannato ingiustamente. E’ stato schiaffeggiato da un servo, è stato flagellato come un delinquente, è stato condotto al colle delle esecuzioni con due malfattori, è stato crocifisso. E la sua reazione? “Padre, perdonali”. Cioè: “Padre, io li amo ancora perché so che questa è la tua volontà, so che questo è il tuo disegno e voglio portare l’Amore dentro la storia dell’umanità”. Gesù sottolinea la sua consegna totale con quelle meravigliose parole: “Tutto è compiuto”. Ha portato a termine il progetto, ha messo l’Amore dentro la storia umana: tutto è davvero compiuto. Però… quell’atto di amore non corre il rischio di venire sommerso? Non corre il rischio di essere cancellato dal nostro egoismo? No! Questo è il nostro atto di fede. Da quel frammento divino di offerta, parte un fiume di amore che dovunque arriva e viene accolto ha il potere di risanare l’umanità e di creare un popolo nuovo. In questo momento questo fiume passa qui, proprio in mezzo a noi: non vi accorgete che siamo lambiti da un affetto, da una tenerezza, da una misericordia straordinaria?… Chi mi dona la forza di parlare? Chi vi dona la forza di ascoltare, se non fossimo tutti dentro un abbraccio di misericordia? La carità dei grandi santi ha origine in quell’atto d’amore. Pensiamo a Papa Giovanni Paolo II che ha commosso il mondo, perché tutti si sono accorti che il suo desiderio era quello di spendersi fino all’ultima briciola. Chi no ricorda il mercoledì prima della sua morte, egli volle essere portato alla finestra mentre tutti dicevano: “Padre Santo, se non può affacciarsi non si preoccupi; i fedeli capiranno… Si riposi, piuttosto”. Invece si agitò a tal punto che dovettero esaudire la sua richiesta. E volle il microfono: tentò di dare la benedizione, ma riuscì soltanto a pronunciare un fioco “amen”. Voleva spendersi, voleva consegnare anche l’ultimo respiro. Chi ha messo dentro la vita di Giovanni Paolo un amore così grande? Nessun altro se non Gesù che ha vissuto il suo atto d’amore sulla croce. Tutta la storia di bene che esiste nel mondo parte da Lui, perché la sua offerta d’amore divino ha ormai preso dimora dentro la storia umana, per salvarla e santificarla”.

Ecco come vivere il Santo Natale lasciarci stupire dall’umiltà di questo Bambino che nasce in mezzo all’indifferenza dell’umanità per aiutare l’umanità a lasciarsi abbracciare da questo amore che risana e questo si compirà in modo particolare là sulla croce. E’ dalla croce che impareremo ad accogliere in questo Natale il Dio che si fa Bambino per salvarci.

Buon Natale e il Bambino Gesù sia la nostra consolazione.

Don PierLuigi