La Parola al Parroco – 16 Aprile 2017

PASQUA: LA VITTORIA DELLA VITA

A Pasqua celebriamo la vittoria della vita sulla morte. Per questa celebrazione fermiamoci a riflettere su questa pagina del monaco Anselm Grun che ci aiuta ad entrare nel mistero della nostra fede. “Ciò che osserviamo nella natura trova il suo compimento nella risurrezione di Gesù. Lì tutto ciò che era irrigidito e morto si dischiude e la vita divina sconfigge la morte. Il sole pasquale sorge e scaccia tutta l’oscurità nel mondo, ma anche nei nostri cuori. Celebriamo la risurrezione di Gesù Cristo, ricordando anche la nostra risurrezione. Desidero prendere in esame soltanto qualche immagine della risurrezione. Prima di tutto, risurrezione significa che ci rialziamo, qui e ora, dalla tomba del nostro ruolo di spettatori. Oggi le persone continuano a rifuggire dalla responsabilità per la loro esistenza. Risurrezione significa che ci rialziamo e che attraversiamo la vita belli dritti, che lasciamo cadere a terra tutte le catene che ci impediscono di vivere. L’evangelista Matteo ci racconta che un angelo fa rotolare via la pietra davanti al sepolcro di Gesù. Non di rado ci sentiamo bloccati da una pietra. Proviamo delle ritrosie ad andare incontro ad un’altra persona, oppure un blocco ci impedisce di passare l’esame o di mettere mano ad una cosa da fare. Risurrezione significa che Dio ci libera dai blocchi interiori ed esteriori, affinché possiamo risorgere alla vita. Essere risuscitati significa allora che Dio ci apre gli occhi perché ci svegliamo alla realtà. E’ proprio questo, afferma il gesuita indiano De Mello, che significa la mistica: risvegliarsi alla realtà, vedere la realtà come effettivamente essa è. Per questo nel Medioevo, i cristiani la mattina di Pasqua andavano alle sorgenti e si lavavano gli occhi, per vedere il mondo con “occhi pasquali”. Allora guardiamo con occhi nuovi anche le persone intorno a noi. La Pasqua viene celebrata di notte e un rito importante è la benedizione e l’accensione del cero pasquale. Il cero pasquale acceso viene portato nella chiesa buia, mentre si canta la luce di Cristo. La luce della risurrezione deve scacciare da noi ogni  oscurità, deve penetrare nel profondo del nostro inconscio e rischiarare tutti i lati d’ombra dentro di noi. A Pasqua però, celebriamo anche la risurrezione che ci aspetta dopo la morte. Cristo è la primizia dei risorti e, guardando a Lui, ci è concesso di sperare nella nostra risurrezione. La speranza della risurrezione non è un conforto per l’aldilà, anzi la fede nella risurrezione dai morti ci dona la fiducia per vivere la nostra vita qui e ora e impegnarci per un mondo più umano. Allo stesso tempo però, l’attesa della nostra risurrezione ci permette di vivere più distesi, pur con tutto l’impegno per il mondo. Sappiamo che questo mondo è soltanto passeggero, non è l’ultima realtà”.

Pertanto ecco che siamo chiamati a vivere la Pasqua annunciando che Cristo è risorto e che vivere questo annuncio è per noi cristiani il desiderio di saper offrire al mondo intero quella gioia e quello stupore che ha provato Maria di Magdala quando ha potuto contemplare il suo “MAESTRO” risorto e “con gioia corse a dire ai discepoli: Ho visto il Signore”. Buttiamo via le tenebre del nostro orgoglio e diventiamo umili strumenti di testimoni del risorto attraverso il perdono e l’amore. Auguri e il Cristo risorto sia la nostra gioia.   Don PierLuigi